Rende, il “rais” ha gettato la rete ma non tutti ci finiscono dentro

Scritto il 30/03/2025
da Redazione

In alcuni casi si dice che per affrontare i problemi di una società e provare a risolverli, sia necessario sviluppare una coscienza collettiva. Durkheim affermava che essa è data dall’insieme delle credenze e dei sentimenti comuni condivisi dai membri di una società. Osservando la società rendese di oggi, mi pare che l’insieme delle credenze e dei sentimenti comuni che si sono sviluppati negli ultimi anni più che creare una coscienza collettiva abbia finito per promuovere una sorta di follia collettiva.
Le enormi ferite, ancora sanguinanti, prodotte da almeno 15 anni di cattiva amministrazione sfociati in uno scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose, in due commissariamenti, nel predissesto finanziario e per ultimo nel tentativo di cancellare letteralmente la città di Rende attraverso una proposta di fusione concepita in modo arrogante, prepotente e scellerato hanno prodotto nella popolazione delle credenze e dei sentimenti condivisi che potrebbero portarla a commettere l’ennesimo errore, questa volta forse quello definitivo.
Non si riesce a voltare pagina, si rimane ancorati quasi ideologicamente ad un passato che non potrà più tornare, c’è una sorta di concorso di colpa collettivo a uccidere qualsiasi ricambio generazionale e di classe dirigente, tutti pare ambiscano ad una sorta di restaurazione dimenticandosi che solo 10 anni fa si è cercato di scappare da un passato allora percepito in modo diverso.
Alimentano questa follia collettiva i contributi di certi intellettuali che provano a parafrasare in chiave “rennitana” capolavori della canzone italiana che hanno ben altri significati e contesti, imprenditori che con dichiarazioni al limite del farsesco alimentano una retorica di altri tempi lontana dai reali bisogni della città, infine cittadini comuni che rinnegando la loro militanza passata remano incessantemente nella direzione di una restaurazione vista come la panacea di tutti i mali come fossero attratti dal canto delle sirene.
Mi chiedo come sia possibile che qualcosa di veramente nuovo possa trovare spazio in un contesto ambientale del genere. È evidente che qualsiasi tentativo viene soffocato sul nascere. Si spiegano così le innumerevoli rinunce a candidarsi spesso anche inaspettate e incomprensibili e non solo delle ultime ore, ma anche negli ultimi anni.
Il Rais ha buttato la sua rete di circuizione e tanti sono rimasti intrappolati anzi alcuni rimasti fuori, animati da questa coscienza-follia collettiva, saltano dentro la rete per paura di rimanere soli.
È questo il sistema di Rende.
Se possibile manteniamoci fuori dalla rete e guardiamo avanti.

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