“Diritti, non culle della vita”

Scritto il 31/01/2025
da Redazione

A Cosenza è stata inaugurata la termoculla che permette di lasciare in massima sicurezza e in totale anonimato un neonato. Una culla per l’ ospedale è una misura pericolosa: invece di aiutare le donne, le invita a nascondersi e a partorire in solitudine.
Questa modalità non garantisce assistenza alla madre, che potrebbe avere bisogno di supporto medico, psicologico o sociale.
Indebolisce strumenti già esistenti, come il parto in anonimato, che offre una tutela completa sia alla madre che al bambino.
Le culle, già oggi, attive sul territorio italiano, non vengono utilizzate, risultando inefficaci come soluzione ai problemi della maternità in difficoltà.
Le culle termiche oggi attive sul territorio italiano, per la mappa presente sul sito “Culle per la vita”, sono 62. Non esiste, al momento, una legislazione o normativa specifica per questi presidi, spesso installati non solo negli ospedali pubblici.
Per quanto concerne il parto n anonimato, invece, la legge italiana consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo alle cure dell’ospedale in cui è nato, affinché sia assicurata l’assistenza e anche la sua tutela giuridica.
Si deve investire su ciò che funziona davvero, non su misure di facciata. Ogni donna merita supporto, ascolto e sicurezza.
La risposta della sanità pubblica è il diritto al parto in anonimato!
Ci vorrebbe una campagna a livello regionale che dica: “Il parto in anonimato è un diritto e gli ospedali pubblici sono pronti ad accogliervi”.

Monica Zinno
Associazione Infanzia e Adolescenza Gianni Rodari

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